Glutei e Postura – Curva lombare Piatta: le vere CAUSE

La curva lombare, quindi, l’ultimo tratto della colonna vertebrale, entra in rapporto diretto con la muscolatura dei glutei e quindi influisce sia sull’aspetto funzionale sia su quello estetico.

Una curva lombare più accentuata, praticamente mette il sedere in evidenza mentre una curva lombare troppo piatta lo nasconde (il cosiddetto sedere piatto)

Se questo è un problema, vediamo come risolverlo.

Vediamo prima come si cerca di risolverlo nel modo classico (a mio avviso completamente sbagliato) e poi ti darò la mia soluzione.

Diciamo che vuoi allenare i tuoi glutei, ma la tua curva lombare è piatta, per cui, ripristinando la curva fisiologica, oltre a far sporgere di più il sedere, ti permetterebbe di allenarlo in maniera ottimale.

Il principio base dell’approccio classico è quello di “correggere”, di assumere la corretta posizione.

Per ottenere questo si effettuano esercizi di “mobilizzazione” di questa zona. Gli esercizi vengono effettuati bloccando il corpo e lasciando libera la parte che si vuole mobilizzare, in questo caso il bacino e tramite dei movimenti specifici e calibrati si va a mobilizzare pian piano la zona.
Quindi con la volontà cerco di sbloccare la situazione.

Tutto questo sembra avere un senso, per cui, quando il personal trainer ti propone questo tipo di approccio lo vedi molto logico e funzionale.

Ma, come ti dicevo all’inizio, questo tipo di lavoro non funziona, non può migliorare in alcun modo la tua situazione.

Se il bacino assunto una certa posizione lo ha fatto in risposta a una certa situazione e considerando questo aspetto il bacino è in posizione perfetta.

Non dobbiamo, quindi, considerare che il bacino ha assunto una posizione scorretta ma una posizione corretta in risposta a una particolare situazione.

Per esempio, se mi faccio male il piede, inizierò a zoppicare, non camminerò più nel modo corretto, ma quel modo è corretto e consono alla situazione cioè serve per non sentire dolore. Quindi, camminare zoppo in questo contesto, è il modo perfetto di camminare.

Fatte queste considerazioni cerchiamo di capire a fondo perché l’approccio classico è sbagliato e poi ti darò la mia soluzione.

Immagina di camminare.
Stai camminando, normalmente, in modo sciolto e rilassato.
Ad un certo punto metti il piede su una spina o un chiodo, qualcosa che si infila sotto la scarpa fino ad arrivare al piede.
Quando spingi a terra col piede, la spina tende a conficcarsi e farti male.

spina sotto il piede

Cosa fai in risposta a questa situazione? Naturalmente cerchi di non caricare sul piede infortunato, cerchi di togliere il peso. Lo fai in maniera istintiva ed automatica per effetto del dolore.

Per fare questo devi togliere il peso della parte superiore del corpo, devi evitare di creare pressione sul piede. In sostanza devi bloccare il bacino ogni volta che atterri sul piede infortunato.

Quindi, il bacino si blocca naturalmente per riflesso a questa sensazione che tu non riesci a tollerare. Tutto questo è abbastanza ovvio.

Ora facciamo un ragionamento assurdo.
Immaginiamo che tu, invece di togliere la spina, continui imperterrito a camminare. Naturalmente per continuare a farlo devi adattare la camminata a questo problema.

Quindi, devi togliere continuamente il peso dalla pianta e per fare questo devi bloccare ogni volta il bacino.

Continuando in questo modo, dopo un mese, praticamente il bacino assume una certa posizione. Sei diventato bravo a camminare con la spina e molto probabilmente non senti nemmeno dolore.

Il bacino ha assunto una certa posizione per far fronte alla situazione (potrebbe anche essersi appiattita la curva lombare).

A questo punto, sempre per assurdo, immagina di andare da un personal trainer e chiedergli di allenarti per migliorare i tuoi glutei.

Il personal trainer ti guarda e ti dice: hai la curva lombare appiattita, dobbiamo fare degli esercizi specifici per questa zona per mobilizzarla altrimenti non riuscirai mai ad allenare in maniera efficace i tuoi glutei.

Quello che andrebbe a fare sarebbe assurdo perché la prima cosa dovrebbe fare è capire perché il bacino ha assunto una certa posizione e NON cercare di correggerlo subito con la volontà.

Ma, per quanto sia assurdo questo esempio, questo è esattamente quello che viene fatto quando cerchiamo di mobilizzare il bacino con esercizi specifici, senza andare a considerare questo atteggiamento del bacino è una risposta ad una certa situazione e nel 90% dei casi lo è!

Spesse volte, il bacino è bloccato perché non tolleri la sensazione di appoggio a terra cioè non riesci a lasciarti andare, eserciti un controllo eccessivo del tuo corpo.

È questo controllo eccessivo che ci porta a bloccare il bacino ed altre zone del nostro corpo. Non considerarlo significa semplicemente ignorare la causa del problema.

La mia soluzione è molto semplice: devi “integrare” la sensazione.
Te lo faccio capire con l’esempio della spina.

In questo caso hai due soluzioni:
Togliere la spina. Togliendo la spina puoi poggiare bene il piede a terra e quindi piano piano, anche dopo un mese, magari, il bacino si sblocca perché non c’è più l’impedimento.

L’altra soluzione, che potrebbe apparirti assurda, che facciamo solo per seguire un ragionamento è: Non togliere la spina, ma cercare di integrare la sensazione.

Cioè, praticamente ti fa male, ma tu ugualmente spingi a terra e assorbi il dolore fino a farlo tuo, fino a non resistere più a questo dolore.

Se riesci a fare questo, sempre per assurdo, il bacino si sblocca ugualmente perché hai integrato la sensazione.

Questo è proprio quello che dovresti fare: cercare di integrare e non opporre più resistenza alla sensazione che adesso non ti permette di lasciarti andare all’appoggio a terra.

La sensazione che ti fa togliere il peso, che ti trattiene e ti blocca il bacino.
La sensazione di lasciarti andare, del piede che preme sul terreno.
Non devi pensare al bacino e cercare a tutti costi di sbloccarlo, ma capire cosa lo sta bloccando ed al 90 % è proprio questa sensazione di lasciarti andare che lo sta limitando.

È come se avessi la spina conficcata nel piede, solo che la sensazione è molto più blanda e sottile, ma il meccanismo è lo stesso.

Un esercizio semplicissimo che potresti fare proprio ora per prendere coscienza di questa situazione è quello di stare semplicemente in piedi e cercare di sentire di più il tuo corpo.

Quindi, cerchi di sentire le piante che premono rilassate sul pavimento, senti la pressione, la forza esercitata dall’intero corpo.

Poi, ammorbidisci tutto il corpo e magari cerchi di portare il tuo peso a destra poi a sinistra, cercando di sentire e sensibilizzare quest’appoggio.

Dopo avere creato questa connessione, puoi fare anche degli esercizi per mobilizzare il bacino rimanendo collegato all’appoggio a terra ed al corpo morbido e collegato.

Questo è un esempio molto, molto veloce però è l’approccio a mio avviso è più logico e sensato:

Non puoi cercare di mobilizzare il bacino bloccando il corpo e cercando di mobilizzarlo con la volontà, sarebbe come cercare di sbloccare il bacino senza togliere la spina.

Quindi il mio consiglio finale è di liberare l’estremità tramite l’integrazione della sensazione: adesso c’è qualcosa che ti blocca non lo sai, potrebbe essere paura di cadere paura di lasciarsi andare paura di sentire qualcosa che è nel tuo corpo.

Tutte le mie lezioni ed i miei esercizi prendono in considerazione questo aspetto e se vuoi approfondire ti consiglio caldamente di andare sul mio canale youtube e di provare una delle mie lezioni.

Al tuo successo

Roberto

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© 2023 Roberto Lazzaro P.iva 02958450591